Seminario a Sofia: nuovo legame con la Bulgaria
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Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Antonio Seminario, ha partecipato nei giorni scorsi a Sofia ai lavori della Gran Loggia Unita di Bulgaria, convocata in occasione dell’insediamento del nuovo Gran Maestro Vladimir Karamiscev. Il nuovo vertice della comunione bulgara succede a Nikolay Bozhilov e assume la guida dell’obbedienza in una fase segnata da una significativa presenza internazionale.
Da Sofia a Garibaldi, un incontro tra memoria massonica e fraternità europea.
All’incontro hanno preso parte delegazioni e rappresentanti di numerose comunioni massoniche regolari che intrattengono rapporti fraterni con la Gran Loggia Unita di Bulgaria. Tra le presenze segnalate figurano esponenti delle Gran Logge Unite di Germania, della Gran Loggia d’Armenia, della Gran Loggia d’Albania, della Gran Loggia di Slovenia, della Gran Loggia del Montenegro, della Gran Loggia del Guatemala, della Gran Loggia del Giappone, della Gran Loggia Nazionale di Francia, della Gran Loggia di Washington del Distretto di Columbia, della Gran Loggia dell’Illinois, della Gran Loggia di Grecia, della Gran Loggia di Turchia, della Gran Loggia di Ucraina e della Gran Loggia Sovrana di Malta.
La partecipazione del Grande Oriente d’Italia all’assise di Sofia conferma il rilievo dei rapporti tra la Massoneria italiana e quella bulgara. Seminario è stato accolto con cordialità dalle autorità massoniche presenti e dal neoinsediato Gran Maestro Karamiscev, in un contesto che ha assunto anche un forte valore storico e simbolico.
Il legame tra Italia e Bulgaria, richiamato in occasione dell’incontro, affonda infatti le proprie radici in una memoria più ampia, che attraversa il Risorgimento italiano e le lotte per l’indipendenza nazionale nei Balcani. In questa prospettiva, la figura di Giuseppe Garibaldi occupa un posto particolare. Primo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e protagonista centrale dell’unificazione italiana, Garibaldi fu percepito anche fuori dai confini italiani come un simbolo di emancipazione, libertà e autodeterminazione dei popoli.
La sua influenza raggiunse anche l’ambiente patriottico bulgaro. Volontari guidati da Petko Voyvoda combatterono al fianco di Garibaldi nelle campagne risorgimentali italiane, mentre il linguaggio politico dell’indipendenza nazionale contribuì a nutrire, in forme diverse, l’immaginario dei movimenti che avrebbero portato alla Rivolta d’Aprile del 1876 contro l’Impero Ottomano. Quell’insurrezione rappresentò uno dei passaggi decisivi nel cammino verso la liberazione della Bulgaria.
Questa memoria è ancora visibile nel centro di Sofia. Una delle piazze più note della capitale bulgara porta il nome di Garibaldi e ospita una statua equestre dedicata all’eroe italiano. Il monumento, inaugurato nel 2010, è stato recentemente restaurato con il contributo della Fondazione “Giuseppe Garibaldi”. Alla cerimonia conclusiva dei lavori, svoltasi il 22 aprile, hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Sofia, Marcello Apicella, il sindaco della capitale, Vasil Terziev, il presidente della Fondazione, Garbis Agopian, e rappresentanti istituzionali italiani e bulgari.
In questo quadro si colloca anche la vicenda contemporanea della Massoneria bulgara. Rifondata dopo il 1992, in seguito alla caduta del regime comunista, la Gran Loggia Unita di Bulgaria rappresenta oggi una delle espressioni della rinascita massonica nell’Europa orientale. Le sue radici storiche rimandano alla fine del XIX secolo, in un periodo attraversato da aspirazioni nazionali, fermenti liberali e circolazione europea di ideali politici e iniziatici.
La presenza del Gran Maestro Antonio Seminario a Sofia ha dunque avuto un significato che va oltre la dimensione cerimoniale. Da un lato, ha riaffermato il rapporto fraterno tra il Grande Oriente d’Italia e la comunione bulgara; dall’altro, ha richiamato una memoria condivisa nella quale Massoneria, Risorgimento, libertà nazionale e cultura europea si incontrano.
L’insediamento di Vladimir Karamiscev alla guida della Gran Loggia Unita di Bulgaria diventa così non solo un momento interno alla vita dell’obbedienza bulgara, ma anche un’occasione per riaffermare la continuità dei legami massonici internazionali e il valore di una tradizione che, pur radicata nella storia, continua a cercare forme di dialogo tra popoli, istituzioni e culture.



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